Google sa dove sono stato? I tre interruttori da controllare
Una multa da 403 milioni riporta d'attualità le impostazioni di posizione dell'account Google. Cosa registrano davvero, dove si trovano oggi e cosa cambia a spegnerle.
- Livello
- principiante
- Tempo
- 12 minuti
- Cosa serve
- Il telefono, e dieci minuti di calma
Il 21 settembre l’autorità irlandese per la protezione dei dati ha multato Google Ireland per 403 milioni di euro. Il motivo riguarda i dati di posizione, e la notizia ha fatto il giro dei giornali con il titolo che ti aspetti.
A me interessa un’altra cosa. La multa riguarda il passato, quello che hai nel telefono riguarda adesso, e tra le due cose c’è meno continuità di quanto sembri. Nel frattempo, però, quelle impostazioni ce le hai anche tu, e quasi sicuramente non le hai mai aperte.
Facciamo le due cose separatamente: prima vediamo cosa dice davvero la decisione, poi passiamo ai tre controlli.
Attività web e app (in inglese Web & App Activity): l'impostazione che salva nel tuo account le ricerche e quello che fai nei servizi Google. Spostamenti (in inglese Timeline, e prima ancora Location History, in italiano "Cronologia delle posizioni"): la mappa dei luoghi in cui sei stato. Il nome è cambiato più di una volta, e oggi le pagine ufficiali italiane la chiamano Spostamenti. Precisione della geolocalizzazione (Location Accuracy): il servizio che usa Wi-Fi, celle telefoniche e sensori per capire dove sei con più esattezza di quanto farebbe il solo GPS. Eliminazione automatica (auto-delete): l'opzione che cancella da sola i dati più vecchi di un certo periodo.
Cosa dice la decisione, e cosa non dice
I fatti verificati, dal comunicato dell’autorità irlandese e da quello del Comitato europeo per la protezione dei dati.
La sanzione è di 403 milioni di euro e la destinataria è Google Ireland Limited. Le funzioni esaminate sono tre, non due come ho letto in giro: Attività web e app, Cronologia delle posizioni e Precisione della posizione.
Le contestazioni sono quattro. Sulle prime due funzioni, la liceità e la correttezza del trattamento dei dati di posizione, e i tempi di conservazione. Sulla terza, l’incapacità di dimostrare di essere in regola. La trasparenza, invece, riguarda tutte e tre. Gli articoli del GDPR citati dal comunicato europeo sono il 5, il 6, il 12 e il 13.
C’è anche un ordine: Google deve mettersi in regola entro sei mesi. La decisione integrale, al momento in cui scrivo, non è ancora stata pubblicata.
E ora il dettaglio che cambia la lettura di tutto. L’istruttoria riguarda il periodo dal 25 maggio 2018 al 4 febbraio 2020. Sei anni fa.
In quei sei anni Google ha cambiato parecchio: ha introdotto l’eliminazione automatica, ha modificato le impostazioni predefinite, e nel dicembre 2023 ha annunciato che quei dati sarebbero stati conservati sul dispositivo invece che sui propri server. Quindi una sanzione così non fotografa quello che hai nel telefono oggi, e chi la racconta come se lo facesse ti sta dando un’informazione sbagliata. Non vuol dire che non conti: vuol dire che conta per altri motivi, cioè che un’autorità europea ha stabilito che quel modo di trattare i dati non andava bene.
Sul resto sono prudente per necessità. Che la sanzione diventi esigibile solo dopo una conferma giudiziale, e che Google abbia parlato di “politiche storiche nel frattempo aggiornate”, l’ho letto sulla stampa e non nei documenti ufficiali. Quindi te lo riporto come tale.
Il principio che serve prima dei passaggi
Prima di andare nei menu, c’è una cosa che va capita, altrimenti i controlli non servono a niente.
Le impostazioni sono separate, e ognuna agisce solo su sé stessa. La pagina ufficiale di Google lo ripete per ciascuna, con la stessa formula: disattivare gli Spostamenti non influisce su come i dati di posizione vengono salvati o usati dalle altre impostazioni. Vale anche al contrario.
Questo spiega perché tanta gente spegne la cronologia delle posizioni, si sente a posto, e non lo è: le Attività web e app continuano a salvare la posizione approssimativa, ricavata dall’area generale e dall’indirizzo IP del dispositivo, come Google stessa documenta.
La seconda cosa è ancora più semplice e la sbagliano in tanti: disattivare non cancella. Sono due azioni diverse, e infatti nei menu trovi due voci distinte, “Disattiva” e “Disattiva ed elimina l’attività”. Se spegni e basta, quello che c’è resta lì finché non lo elimini tu.
I tre controlli
I passaggi qui sotto vengono dalle pagine di supporto ufficiali di Google in italiano, lette il 5 ottobre 2026. Ti avviso di una cosa, però: Google riorganizza spesso queste schermate, e persino le sue pagine ufficiali oggi non sono allineate tra loro, visto che la stessa sezione è chiamata “Personalizzazione e attività” in un punto e “Impostazioni cronologia” in un altro. Se sul tuo telefono trovi una voce scritta in modo un po’ diverso, è normale. Vai a senso, le parole chiave sono quelle.
- Attività web e app. Apri il tuo Account Google, vai su Dati e privacy e cerca l'impostazione "Attività web e app". Da lì puoi vedere cosa viene salvato, disattivarla scegliendo tra Disattiva e Disattiva ed elimina l'attività, e soprattutto impostare l'eliminazione automatica. I periodi disponibili sono 3, 18 o 36 mesi. Dentro questa impostazione ci sono anche due caselle facoltative che vale la pena guardare: una include la cronologia di Chrome e le attività su siti e app che usano servizi Google, l'altra include l'attività vocale e audio.
- Spostamenti. Oggi si gestiscono dall'app Google Maps: tocca la tua immagine del profilo, poi Spostamenti, poi Altro e Impostazioni posizione e privacy. Lì trovi l'interruttore, l'eliminazione automatica (anche qui 3, 18 o 36 mesi) e le voci per cancellare, dalla singola giornata a Elimina tutti i dati degli Spostamenti. Su iPhone il percorso alternativo passa dall'app Google: foto dell'account, Gestisci il tuo Account Google, Dati e privacy, sezione Impostazioni cronologia, Spostamenti.
- Precisione della posizione. Su Android sta nelle impostazioni del telefono, non in quelle dell'account: Posizione, poi i servizi di posizione, poi la voce che migliora la precisione della localizzazione. Qui serve una precisazione che Google scrive e quasi nessuno legge: disattivare la precisione non spegne la geolocalizzazione del telefono, che resta attiva. Per iPhone la gestione è nelle impostazioni di Apple, e sulle pagine che ho letto non c'è un percorso documentato.
Dove si guarda cosa è stato registrato: la pagina myactivity.google.com per le attività, e la sezione Spostamenti dentro Google Maps per i luoghi.
Cosa perdi davvero
Qui ti devo dare una risposta meno netta di quella che vorresti, e preferisco dirti perché.
Le pagine di supporto italiane descrivono cosa ottieni quando un’impostazione è attiva, ma non hanno una sezione che spieghi cosa smette di funzionare quando la spegni. Le uniche perdite elencate in modo esplicito riguardano la posizione del dispositivo, non le due impostazioni dell’account: con la posizione spenta il telefono non la condivide con nessuna app, non puoi ritrovare un dispositivo smarrito, non puoi condividere la tua posizione su Maps e non ricevi le allerte per i terremoti.
Per il resto si può solo riportare a che cosa servono, secondo Google, e trarne le conseguenze. Gli Spostamenti servono a ricostruire la mappa dei luoghi visitati e dei viaggi fatti: se li spegni, quella cronologia non si forma più. Le Attività web e app servono a personalizzare alcuni servizi, a mostrare annunci più pertinenti e a darti risultati di ricerca basati su quello che hai cercato prima: se le spegni, quella personalizzazione si riduce.
Qualunque affermazione più precisa di questa, del tipo “disattivando X smette di funzionare Y”, non l’ho trovata documentata. Se la leggi da qualche parte, chiedi la fonte.
Gli Spostamenti sono disattivati per impostazione predefinita, lo scrivono tre pagine ufficiali diverse. E quando li attivi, dal dicembre 2023 l'eliminazione automatica parte impostata a 3 mesi, mentre prima era a 18. Inoltre i dati stanno sul dispositivo, con un backup sui server di Google che è opzionale e cifrato. Questo ha una conseguenza pratica che sorprende: se modifichi o elimini gli Spostamenti su un telefono, la modifica non si applica agli altri tuoi dispositivi.
Tre cose che non ho potuto verificare
Le scrivo perché in un articolo come questo l’onestà su cosa non si sa vale quanto il resto.
Non ho trovato una pagina ufficiale che dichiari quando e come “Cronologia delle posizioni” sia diventata “Spostamenti”: il nome nuovo è sulle pagine, l’annuncio del cambio no. Non ho trovato nessuna pagina attuale che dica quale sia l’eliminazione automatica predefinita per un account nuovo di oggi, visto che l’unica fonte ufficiale è un post del blog di Google del 2020 e nel frattempo almeno un valore è cambiato. E non ho trovato nessuna fonte ufficiale su che fine abbiano fatto i dati di posizione già salvati nell’account prima della migrazione sul dispositivo, se non la frase che Google li conserva finché non li elimini tu.
Su questi tre punti, se trovi qualcosa di diverso scritto da Google, fa testo quello che dicono loro e non quello che ho scritto io.
Da dove cominciare, se vuoi fare una cosa sola
Imposta l’eliminazione automatica a 3 mesi sulle Attività web e app.
È il controllo che costa meno e rende di più: non ti toglie nessuna funzione, perché la personalizzazione continua a funzionare sui dati recenti, e accorcia di molto la coda di cose salvate su di te. Se poi vuoi fare un secondo passo, apri myactivity.google.com e guardati mezz’ora di cronologia vera. È il modo più efficace per decidere con cognizione di causa, molto meglio di qualsiasi articolo, compreso questo.
Se il tema dei dati conservati dentro un account ti interessa, ne ho scritto anche in Le foto del telefono: come salvarle davvero senza pagare ogni mese.
Fonti
- Data Protection Commission (Irlanda), sanzione da 403 milioni di euro a Google Ireland (21 settembre 2026)
- European Data Protection Board, comunicato sulla decisione (23 settembre 2026)
- Google, come vengono usati i dati sulla posizione
- Google, Attività web e app
- Google, gestire gli Spostamenti su Android
- Google, gestire gli Spostamenti su iPhone