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Come scrivere un prompt efficace: le 5 regole che cambiano davvero le risposte

Il modo in cui formuli la richiesta è la parte che dipende da te, ed è quella che cambia di più la risposta. Cinque regole pratiche, con esempi prima e dopo.

Andrea Bissi · · 3 min di lettura

AI per Umani
Livello
principiante
Tempo
5 minuti
Cosa serve
Niente, solo curiosità

Un prompt è il messaggio che scrivi a un assistente basato sull’intelligenza artificiale, niente di più. Molti lo trattano come una ricerca su Google: tre parole e via. E la risposta che torna è generica, tanto quanto la domanda. Le cinque regole qui sotto valgono per qualsiasi assistente, e applicate fanno la differenza tra una risposta mediocre e una davvero utile.

In parole povere

Prompt (in italiano "richiesta" o "istruzione", alla lettera "imbeccata"): il messaggio che scrivi all'assistente. È l'unica cosa che il programma sa di te e del tuo problema, ed è per questo che conta così tanto. Contesto (in inglese context): tutto quello che gli hai scritto prima nella stessa conversazione e che lui tiene presente mentre risponde. Ha però una capienza massima: nelle conversazioni molto lunghe le parti più vecchie escono dalla sua portata, e da lì in poi è come se non le avesse mai lette.

1. Dai il contesto prima della richiesta

Il modello non sa chi sei né perché stai chiedendo. Prima: “Scrivi una mail al cliente.” Dopo: “Sono un consulente informatico. Devo scrivere una mail a un cliente che ha pagato con 40 giorni di ritardo, mantenendo un tono cordiale perché voglio continuare a lavorare con lui.” La seconda versione ti restituisce una mail molto più vicina a quella che avresti scritto tu, e spesso basta ritoccarla.

2. Specifica il formato che vuoi

Vuoi un elenco, una tabella, un testo di 100 parole, un JSON? Dillo. Scrivere “rispondi con una tabella a tre colonne, prodotto, prezzo, pro e contro” ti risparmia una seconda richiesta per rimettere tutto in ordine.

3. Mostra un esempio

Se hai uno stile in mente, incolla un esempio e chiedi di imitarlo. “Ecco come scrivo di solito le descrizioni dei prodotti: [esempio]. Scrivi allo stesso modo la descrizione di questo nuovo articolo.”

Un esempio dice più di dieci aggettivi.

4. Chiedi di ragionare passo per passo

Per problemi di logica, calcoli o decisioni con più variabili, chiedere di mostrare i passaggi e poi di ricontrollare il risultato è quasi sempre utile. Non tanto perché il modello “pensi meglio”, ma perché un percorso scritto lo puoi verificare tu, e gli errori saltano fuori dove prima c’era solo una conclusione. Una richiesta che funziona bene è questa: “elenca i passaggi, poi ricontrolla il risultato e dimmi se torna”. Sui modelli più recenti, che i passaggi li fanno già per conto loro, il guadagno è minore, però il controllo finale resta comodo.

5. Itera, non ricominciare

La prima risposta è una bozza. Invece di riscrivere tutto, correggi: “Più breve”, “Togli il secondo paragrafo”, “Usa un tono meno formale”. Il modello tiene presente la conversazione, e di solito due o tre correzioni bastano a sistemare le cose.

Se invece dopo qualche giro la risposta peggiora anziché migliorare, apri una conversazione nuova e incollagli la versione migliore che hai ottenuto. Ripartire pulito costa meno che insistere.

Un errore comune da evitare

Evita di chiedere “puoi fare X?”. Oggi quasi sempre lo fa lo stesso, ma ogni tanto ti risponde di sì e si ferma lì. Scrivi “fai X” e il dubbio non c’è, senza che ti costi niente. E se la risposta contiene numeri, date o citazioni, verificali uno per uno: gli assistenti possono inventare dettagli con grande sicurezza.

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