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ChatGPT, Gemini, Copilot: che differenza c'è e serve davvero pagarli

Tre nomi che senti ovunque e che fanno quasi la stessa cosa. Cosa cambia davvero tra loro, quando la versione gratuita basta e quando invece l'abbonamento ha senso.

Andrea Bissi · · 5 min di lettura

AI per Umani
Livello
principiante
Tempo
15 minuti
Cosa serve
Niente, basta un browser

Se ne parla al bar e in ufficio. Tre nomi tornano sempre, ChatGPT, Gemini e Copilot. Fanno tutti e tre più o meno la stessa cosa, cioè rispondere a domande scritte in italiano normale, e tutti e tre hanno una versione gratuita e una a pagamento. Quello che resta da capire è cosa serve a te, per le cose che fai davvero.

In parole povere

Assistente AI (in inglese AI assistant; AI sta per artificial intelligence, in italiano IA, intelligenza artificiale): un programma a cui scrivi una richiesta e che ti risponde con un testo. Non cerca la risposta in un archivio, la costruisce parola per parola, ed è per questo che a volte sbaglia con sicurezza. Modello (in inglese model): il "motore" che sta sotto. Ogni azienda ne ha diversi, alcuni più veloci e alcuni più bravi, e i piani a pagamento danno accesso a quelli più bravi.

Cosa cambia davvero tra i tre

Meno di quanto sembri, sulla qualità delle risposte. Molto, su dove li trovi già installati.

ChatGPT è quello che ha cominciato ed è il più conosciuto. È un sito e un’app a sé, ci vai apposta, gli chiedi una cosa, te ne vai. È anche il più neutro dei tre, perché non è legato a nessun altro programma che usi.

Gemini è di Google, e lì sta tutta la differenza, perché abita dentro le cose che hai già. Lo trovi in cima ai risultati di ricerca, nell’app su Android, dentro Gmail e Documenti Google. Se la tua vita digitale gira attorno a un indirizzo Gmail, è quello che incontri senza cercarlo.

Copilot è di Microsoft e lo trovi in due forme diverse, che conviene non confondere. C’è l’assistente vero e proprio, dentro Windows e sul sito, gratuito come gli altri due. E poi c’è quello incastrato dentro Word, Excel e Outlook, che invece è una licenza a parte e in azienda va comprata. Se al lavoro il pulsante nella barra in alto c’è, vuol dire che qualcuno l’ha già pagato per te.

La qualità delle risposte tra i tre si somiglia molto, e cambia spesso, perché ogni pochi mesi uno supera l’altro. Chiedersi quale sia il migliore serve a poco, dato che la risposta scade in fretta. Guarda piuttosto dove lo useresti, perché quello non cambia.

Cosa ti dà il piano a pagamento

Le versioni gratuite di tutti e tre rispondono benissimo alle domande normali. Quello che si compra con l’abbonamento, che nei piani personali sta intorno ai venti euro al mese, con piani intermedi più economici comparsi di recente e prezzi che cambiano spesso, è più o meno questo.

Il motore migliore, senza limiti di utilizzo. Nella versione gratuita, dopo un certo numero di domande complesse, vieni spostato su un motore più semplice per qualche ora, finché il conteggio non riparte. Se fai due domande a settimana non te ne accorgi nemmeno. Se ci lavori tutti i giorni lo noti subito.

La lettura dei tuoi file. Caricare un PDF di quaranta pagine e chiedere un riassunto, o un foglio di calcolo e chiedere di leggerlo. Le versioni gratuite lo fanno in modo limitato o non lo fanno.

E la generazione di immagini in quantità, insieme ad alcune funzioni di voce e di ricerca approfondita.

Quando la versione gratuita basta (quasi sempre)

Ti basta la versione gratuita se lo usi per farti spiegare qualcosa, scrivere o correggere una mail, riassumere un testo che gli incolli, tradurre, farti dare un’idea per una ricetta o un regalo, capire cosa dice una lettera burocratica.

Sono le cose per cui la stragrande maggioranza delle persone apre un assistente, e stanno tutte alla portata della versione gratuita. Prima di abbonarti, usalo gratis per un mese. Se non sbatti mai contro il limite, allora il limite non è un tuo problema.

Tranquillo:

Non serve iscriversi a tutti e tre per confrontarli. Apri lo stesso identico quesito su due di loro, guarda quale risposta ti è più utile, e tieni quello. Sono gratuiti, quindi il confronto costa dieci minuti.

Quando l’abbonamento ha senso

Ha senso in tre casi precisi. Se lo usi per lavoro tutti i giorni e il limite ti blocca a metà pomeriggio. Se hai bisogno che legga documenti lunghi, contratti, bilanci, manuali. Se ti serve una funzione specifica che nella versione gratuita non c’è, per esempio generare molte immagini.

Fuori da questi tre casi, l’abbonamento è una spesa che non ti restituisce niente. Una cosa però controllala prima di pagare: se al lavoro avete Microsoft 365, è possibile che Copilot sia già incluso nel vostro abbonamento aziendale.

Il verdetto

Un vincitore non c'è, e conviene partire da quello che hai già a portata di mano: Gemini se vivi dentro Google, Copilot se vivi dentro Office, ChatGPT se non vuoi stare dentro nessuno dei due. Comincia gratis con quello, per un mese. Paga solo quando sbatti contro un limite vero, non prima, e paga un abbonamento solo, non tre.

La cosa da ricordare sempre

Qualunque dei tre scegli, e anche pagando, resta vero che inventano. Non lo fanno per malizia. Costruiscono la risposta parola per parola, e quando non sanno una cosa la costruiscono lo stesso, con lo stesso tono sicuro. Date, cifre, nomi di leggi, articoli di giornale: se la risposta contiene un fatto che userai davvero, controllalo alla fonte.

Abbiamo spiegato il meccanismo in cos’è un modello linguistico e perché a volte inventa, e se vuoi risposte migliori il punto di partenza è scrivere richieste migliori.

Fonti

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