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Il gestore di password: perché ti serve e come si comincia davvero

Nessuno riesce a ricordare trenta password diverse, e infatti quasi tutti ne usano tre sempre uguali. Il gestore risolve il problema, e probabilmente ne hai già uno installato senza saperlo.

Redazione Per Umani · · 5 min di lettura

Cyber per Umani
Livello
principiante
Tempo
20 minuti
Cosa serve
Il telefono, e mezz'ora di calma

Tutti ripetono la stessa regola: una password diversa per ogni sito. Nessuno spiega come si fa a ricordarne trenta. Così finisce che ne usiamo tre o quattro, sempre le stesse, con qualche numero cambiato alla fine.

Il problema non è la pigrizia, è che la memoria umana non è fatta per quel compito. Il gestore di password è lo strumento che toglie il compito dalla memoria, e la buona notizia è che ne hai già uno installato: è dentro il telefono e dentro il browser, gratuito.

In parole povere

Gestore di password: una specie di rubrica chiusa a chiave dove il computer tiene tutte le tue password al posto tuo, e le scrive lui quando servono. Password principale: l'unica che devi ricordare tu, quella che apre la rubrica. Cifratura: la trasformazione che rende illeggibile il contenuto della rubrica a chiunque non abbia quella chiave, compresa l'azienda che offre il servizio.

Perché riusare la stessa password è il vero pericolo

Il problema non è che qualcuno indovini la tua password. Il problema sono le fughe di dati: ogni anno decine di siti vengono violati e gli elenchi di indirizzi email e password finiscono in vendita. Il tuo indirizzo, molto probabilmente, è in qualcuno di quegli elenchi da anni.

A quel punto il lavoro dei malintenzionati è meccanico: prendono la tua email e la password rubata da un sito qualunque, e le provano su cento altri servizi. Se l’hai riusata, entrano. Non serve nessuna abilità, è un programma che macina elenchi.

Ecco perché l’unica difesa che funziona è che la password rubata da un sito non apra nient’altro. E quello si ottiene solo avendone una diversa ovunque, cioè avendo un gestore.

Puoi controllare adesso se il tuo indirizzo è già finito in qualche fuga di dati: si fa su Have I Been Pwned, gratis, scrivendo la tua email.

Comincia da quello che hai già

Prima di installare qualcosa, apri quello che c’è. Funziona bene, è gratuito, e basta alla maggior parte delle persone.

  1. Su iPhone: c'è l'app Password, con l'icona a forma di chiave. Aprila, ti chiede il codice o il volto, e dentro trovi tutte le password che il telefono ha salvato negli anni.
  2. Su Android: apri Chrome, tocca i tre puntini in alto a destra, poi Password e compilazione automatica > Gestore delle password di Google.
  3. Da computer, lo stesso elenco si apre da passwords.google.com con il tuo account Google.
  4. Guarda quante ce ne sono. Di solito la sorpresa è che sono molte più di quante ricordavi.

Il controllo che cambia la giornata

Tutti e due i gestori hanno una funzione che fa il lavoro al posto tuo: ti dice quali password sono deboli, quali hai riusato e quali sono finite in una fuga di dati.

  1. Su iPhone: nell'app Password tocca Sicurezza. Compare l'elenco dei problemi, uno per riga.
  2. Su Android, nel Gestore delle password di Google, tocca Controllo password.
  3. Non cercare di sistemare tutto in un pomeriggio: è la strada per mollare. Fai così: sistema oggi le prime tre, e scegli le tre giuste.

Le tre giuste sono sempre le stesse, in quest’ordine: la casella email (perché da lì si resettano tutte le altre), la banca, e il servizio dove hai la carta salvata e compri più spesso. Il resto può aspettare la settimana prossima.

Tranquillo:

Il gestore non "manda le tue password a qualcuno". Sono conservate cifrate, cioè illeggibili senza la tua chiave, e nemmeno Apple o Google possono leggerle. Il rischio vero non è il gestore: è avere la stessa password su venti siti, che è la situazione di adesso.

La password principale, l’unica che devi ricordare

Una sola password resta nella tua testa: quella che apre il gestore. Deve essere lunga, e il modo più semplice per averla lunga e ricordabile è una frase. Quattro parole senza senso fra loro, magari con un riferimento che solo tu capisci, sono più robuste di “Pa$$w0rd!” e infinitamente più facili da ricordare.

Scrivila su un foglio e tienilo in casa, in un cassetto. Sembra un’eresia, ma non lo è: il ladro che entra nel tuo cassetto è un’ipotesi remota, il programma che macina elenchi di password rubate è una certezza quotidiana. Abbiamo scritto il metodo completo in come creare una password sicura che riesci a ricordare.

E se voglio qualcosa di più

Il gestore del telefono ha un limite: è legato al suo mondo. Se hai un iPhone e un computer Windows, o se vuoi condividere alcune password con il tuo compagno o la tua compagna, conviene un gestore indipendente. I nomi che circolano di più sono Bitwarden, 1Password e Proton Pass; il primo ha un piano gratuito che basta e avanza a una persona.

Non è un passaggio necessario per cominciare. Comincia con quello che hai, e valuta di cambiare fra sei mesi, quando la nuova abitudine sarà già presa.

Il verdetto

Apri il gestore che è già nel tuo telefono, fai il controllo di sicurezza, e cambia oggi tre password: email, banca, e il sito dove compri di più. Ci vogliono venti minuti e tolgono di mezzo il rischio più concreto che corri online. Il resto lo sistemi un po' per volta, quando ti capita di rientrare in un sito.

Il passo successivo, che vale ancora di più, è attivare la verifica in due passaggi: da quel momento anche una password rubata, da sola, non basta più a nessuno. E se ti interessa dove sta andando tutto questo, le passkey sono il sistema che nei prossimi anni manderà le password in pensione.

Fonti

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