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Ma a cosa serve una VPN? (E a te serve davvero?)

La pubblicità dice che senza VPN sei in pericolo. La verità è più noiosa: serve in tre situazioni precise, e nelle altre è un abbonamento inutile. Ecco quali.

Andrea Bissi · · 3 min di lettura

Ma a cosa serve?
Livello
principiante
Tempo
6 minuti
Cosa serve
Niente, solo curiosità

Se guardi video su YouTube, ti sarà capitato di sentire un influencer dire che “senza una VPN gli hacker vedono tutto quello che fai”. È una delle pubblicità più diffuse di internet, e anche una delle più esagerate. Vediamo cosa fa davvero una VPN, e in quali casi ha senso pagarla.

In parole povere

VPN (in inglese Virtual Private Network, in italiano "rete privata virtuale"): un servizio che fa passare la tua connessione internet dentro un "tubo" cifrato fino a un computer dell'azienda che vende la VPN, e da lì verso il sito che vuoi visitare. Il tuo operatore non vede più il contenuto di quello che passa nel tubo, anche se continua a vedere che il tubo c'è, quanto traffico ci passa e verso quale azienda va; il sito visitato vede l'indirizzo del computer della VPN, non il tuo.

Cosa fa davvero

Due cose. La prima è che toglie al gestore della rete che stai usando l’elenco dei siti che visiti, e per gestore della rete intendo il tuo operatore telefonico, il Wi-Fi del bar, il datore di lavoro. Vale a condizione che anche le richieste con cui il telefono traduce i nomi dei siti in indirizzi passino dentro il tubo, cosa che i servizi seri fanno di regola ma che nelle configurazioni fatte a mano si dimentica facilmente. E resta visibile che stai usando una VPN, oltre agli orari e alla quantità di traffico.

La seconda è che fa credere ai siti che ti trovi in un altro paese, quello dove si trova il computer della VPN. Tutto qui.

Cosa NON fa

Non ti rende anonimo. Il servizio VPN sa esattamente chi sei e cosa fai, e ti stai solo fidando di loro invece che del tuo operatore.

Non ti protegge dai virus né dalle truffe. Se clicchi un link di phishing con la VPN accesa, la truffa funziona lo stesso. E non serve a “proteggere la banca”, tanto i siti seri usano già il lucchetto (https), che cifra i dati tra te e loro comunque, VPN o no.

I tre casi in cui serve davvero

  1. Vuoi vedere contenuti disponibili solo in un altro paese. Il catalogo di un servizio di streaming quando sei in vacanza, la TV del tuo paese quando vivi all'estero. È l'uso più comune e anche il più onesto.
  2. Sei in un paese che censura internet o su una rete che blocca siti (alcune reti aziendali o scolastiche). La VPN aggira il blocco.
  3. Non vuoi che chi gestisce la rete sappia cosa fai. Per esempio, usi il Wi-Fi di un albergo per qualcosa di riservato. Da notare che sui siti con il lucchetto vedrebbe comunque solo "è andato su quel sito", non cosa hai scritto.
Tranquillo:

Usare il Wi-Fi pubblico per leggere la posta o la banca, oggi, non è pericoloso come dieci anni fa, perché quasi tutto è cifrato con https. La VPN in quel caso aggiunge poco.

Quanto costa e quale scegliere

Le VPN serie costano pochi euro al mese con l’abbonamento annuale. Guarda però il prezzo di rinnovo e non solo quello del primo anno, perché la differenza è spesso il doppio.

Delle gratuite io diffiderei: quasi tutte si ripagano mostrando pubblicità o rivendendo i dati di navigazione. Le eccezioni esistono, e sono quelle che campano sugli abbonati a pagamento e pubblicano i controlli fatti da terze parti, ma sono poche e vanno cercate per nome. Se hai un iPhone con iCloud+ c’è il “Relay privato”, che nasconde al gestore della rete quello che navighi con Safari, però non è un sostituto, perché non ti fa sembrare in un altro paese.

Il verdetto

Ti serve se viaggi spesso e vuoi i tuoi contenuti, o se sei su reti che bloccano o controllano quello che fai. Se la usi solo "per sicurezza" a casa, stai pagando un abbonamento per una protezione che hai già, e io quei soldi me li terrei.

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