Vai al contenuto
EN

Windows 10 non riceve più aggiornamenti: cosa rischi e le tre strade

Dal 14 ottobre 2025 Windows 10 non riceve più correzioni di sicurezza. Il computer funziona, ma resta scoperto. Come capire in due minuti in quale situazione sei, e cosa fare.

Andrea Bissi · · 6 min di lettura

Tech per Umani
Livello
principiante
Tempo
20 minuti
Cosa serve
Il computer acceso e collegato a internet

Il computer si accende, i programmi si aprono, tutto sembra come prima. Eppure dal 14 ottobre 2025 Microsoft ha smesso di correggere i buchi di sicurezza di Windows 10. La macchina continua a funzionare, questo sì. Però ogni nuovo difetto scoperto da quella data in avanti resta lì, aperto, finché non fai una delle tre cose che vediamo qui sotto.

Riguarda milioni di computer in Italia, e molti di quei computer vanno ancora benissimo. Non c’è nessuna fretta di buttarli. Ma una scelta prima o poi va fatta, e le strade sono tre.

In parole povere

Aggiornamento di sicurezza (in inglese security update): una piccola riparazione che Microsoft manda quando qualcuno scopre un difetto nel sistema. Senza quelle riparazioni il difetto resta, e chi lo conosce può sfruttarlo per entrare nel computer. Fine del supporto (in inglese end of support): il giorno in cui Microsoft smette di mandare quelle riparazioni per quella versione di Windows.

Cosa rischi davvero (e cosa no)

Partiamo da quello che non succede, perché in giro si legge di tutto. Il computer non si blocca. I programmi non smettono di funzionare da un giorno all’altro. Word resta dov’è, la stampante pure, le foto non si cancellano. Anche l’antivirus Microsoft Defender continua ad aggiornare i suoi riconoscimenti, e Microsoft ha dichiarato che lo farà su Windows 10 fino all’ottobre 2028.

Quello che succede è più lento e più subdolo. Ogni mese vengono scoperti nuovi difetti in Windows. Prima venivano riparati, adesso no, e più passa il tempo più cresce il numero di porte lasciate aperte. Il guaio vero non arriva domani. Arriva più avanti, diciamo tra sei mesi, quando una di quelle porte finirà in un programma malevolo che gira via email o via sito.

Il rischio diventa serio quando su quel computer ci fai home banking, la PEC, la dichiarazione dei redditi. Se invece il tuo Windows 10 serve a guardare video e scrivere lettere, hai più tempo di quanto pensi.

Primo passo: il tuo computer regge Windows 11?

Prima di decidere qualunque altra cosa devi sapere questo, e si scopre in due minuti.

  1. Clicca sul pulsante Start e poi sull'ingranaggio Impostazioni.
  2. Vai su Aggiornamento e sicurezza, poi Windows Update.
  3. Se il computer è compatibile, in cima trovi scritto che Windows 11 è pronto per il tuo dispositivo, con un pulsante per scaricarlo. Se non è compatibile, di solito compare un avviso che lo dice.
  4. Se non compare niente di chiaro, scarica dal sito Microsoft l'app Controllo integrità PC: fa lo stesso controllo e ti dice per nome qual è il pezzo che manca.

Il componente che boccia molti computer perfettamente sani si chiama TPM 2.0, ed è un piccolo componente di sicurezza presente nelle macchine da circa il 2016 in poi. Attenzione però, perché qui si butta via roba sana per niente. Spessissimo il TPM c’è già e basta accenderlo, perché su molte macchine è una funzione del processore, si chiama Intel PTT o AMD fTPM, ed esce disattivata dalla fabbrica. Se il controllo boccia il tuo computer solo per il TPM, prima di rassegnarti fallo guardare nel BIOS da qualcuno che se ne intende. Lo spartiacque che invece non si aggira è l’età del processore, perché Windows 11 accetta solo modelli usciti all’incirca dal 2018 in poi.

Strada 1: aggiorna a Windows 11 (se puoi)

Se il controllo dice che si può fare, per quasi tutti è la strada giusta. L’aggiornamento è gratuito, i tuoi file e i tuoi programmi restano dove sono, e ci vuole da mezz’ora a qualche ora a seconda di quanto è veloce il disco. Per la maggior parte del tempo non devi fare niente.

  1. Prima di tutto, fai una copia dei tuoi file su un disco esterno o su OneDrive. Non perché l'aggiornamento sia pericoloso, ma perché una copia recente è sempre la cosa più intelligente da avere.
  2. Attacca il portatile alla corrente. Non farlo a batteria.
  3. Impostazioni > Aggiornamento e sicurezza > Windows Update, poi Scarica e installa sotto l'avviso di Windows 11.
  4. Il computer si riavvia più volte. Non spegnerlo quando vedi la percentuale ferma: capita, sta lavorando.
Tranquillo:

Per dieci giorni dopo l'aggiornamento puoi tornare indietro a Windows 10 senza perdere niente. Il percorso è Impostazioni > Sistema > Ripristino, "Torna alla versione precedente". Se qualcosa non ti piace, la via d'uscita c'è.

Strada 2: resta su Windows 10, ma con gli aggiornamenti estesi

Microsoft ha previsto un programma chiamato ESU (in inglese Extended Security Updates, aggiornamenti di sicurezza estesi). Resti su Windows 10 e continui a ricevere le riparazioni di sicurezza. Per i privati la copertura arriva fino al 12 ottobre 2027.

Le condizioni non sono le stesse in tutto il mondo, e per chi legge dall’Italia la differenza è buona. Nello Spazio economico europeo l’iscrizione è gratuita, senza pagare nulla e senza dover attivare il backup delle impostazioni. Fuori dall’Europa la stessa iscrizione è gratuita solo se sincronizzi le impostazioni del computer, oppure si riscattano punti Microsoft Rewards, oppure si paga una cifra una tantum intorno ai trenta dollari.

Una condizione però vale anche qui, e conviene saperla prima di muoversi. L’iscrizione è legata all’account Microsoft con cui la fai. Serve un account Microsoft con diritti di amministratore, e quell’account deve restare quello con cui accedi al computer: se smetti di usarlo per accedere a Windows per circa due mesi, gli aggiornamenti estesi si fermano. Se è già il tuo modo normale di accedere, non cambia niente. Diventa un problema se conti di iscriverti e poi tornare a un account locale.

È la strada sensata quando il computer non regge Windows 11 ma ti serve ancora per cose serie. Resta però una proroga, e il calendario dice che nell’autunno del 2027 sarai di nuovo qui a decidere.

Per iscriverti vai su Impostazioni > Aggiornamento e sicurezza > Windows Update. Se il tuo computer è idoneo compare un collegamento per l’iscrizione al programma, che ti guida passo passo. Le condizioni possono cambiare, quindi prima di decidere controlla la pagina ufficiale Microsoft sugli aggiornamenti estesi.

Strada 3: dai al computer una seconda vita

Se il computer non regge Windows 11, lo usi per poche cose e l’idea di spendere non ti piace, c’è una terza strada di cui quasi nessuno parla, e cioè cambiare sistema operativo. Un portatile del 2015 con una distribuzione Linux leggera (Linux Mint è quella pensata per chi arriva da Windows) torna veloce, riceve aggiornamenti di sicurezza per anni e non costa niente.

Non è per tutti, e tanto vale dirlo subito. Funziona bene se sul computer fai navigazione, posta, video e documenti. Non funziona se ti serve un programma specifico di Windows, per lavoro o per la contabilità, perché quello lì non ci gira.

Il verdetto

Se il computer regge Windows 11, aggiorna, è la scelta più semplice che hai. Se non lo regge e ci fai cose importanti, iscriviti agli aggiornamenti estesi e prenditi tempo fino all'autunno 2027 per decidere con calma. Se non lo regge e lo usi per poco, prova Linux Mint prima di comprare qualcosa. Comprare un computer nuovo è una scelta legittima, però guardala per ultima, dopo aver provato le altre tre.

Nel frattempo, tre cose che riducono il rischio subito

Qualunque strada scegli, queste valgono da oggi. Usa un browser aggiornato, Chrome o Firefox, perché la maggior parte degli attacchi passa da lì e il browser continua a ricevere aggiornamenti anche su Windows 10. Poi, non usare come account di tutti i giorni quello con cui fai home banking. E tieni acceso il backup, perché se il peggio succede una copia recente trasforma un disastro in una seccatura.

Se vuoi mettere in sicurezza anche il resto, il punto di partenza è creare una password che riesci a ricordare e attivare la verifica in due passaggi.

Fonti

Altri articoli in Tech per Umani