Windows 10 non riceve più aggiornamenti: cosa rischi e le tre strade
Dal 14 ottobre 2025 Windows 10 non riceve più correzioni di sicurezza. Il computer funziona, ma resta scoperto. Come capire in due minuti in quale situazione sei, e cosa fare.
- Livello
- principiante
- Tempo
- 20 minuti
- Cosa serve
- Il computer acceso e collegato a internet
Il computer si accende, i programmi si aprono, tutto sembra come prima. Eppure dal 14 ottobre 2025 Microsoft ha smesso di correggere i buchi di sicurezza di Windows 10. Il risultato non è che il computer smette di funzionare: è che ogni nuovo difetto scoperto da lì in avanti resta lì, aperto, per sempre.
È una situazione che riguarda milioni di computer in Italia, molti dei quali funzionano benissimo. Non c’è nessuna fretta di buttarli. Ma una scelta va fatta, e le strade sono tre.
Aggiornamento di sicurezza: una piccola riparazione che Microsoft manda quando qualcuno scopre un difetto nel sistema. Senza quelle riparazioni il difetto resta, e chi lo conosce può sfruttarlo per entrare nel computer. Fine del supporto: il giorno in cui Microsoft smette di mandare quelle riparazioni per quella versione di Windows.
Cosa rischi davvero (e cosa no)
Partiamo da quello che non succede, perché in giro si legge di tutto. Il computer non si blocca. I programmi non smettono di funzionare da un giorno all’altro. Word, la stampante, le foto: tutto resta al suo posto. Anche l’antivirus Microsoft Defender continua ad aggiornare i suoi riconoscimenti per un altro po’.
Quello che succede è più lento e più subdolo. Ogni mese vengono scoperti nuovi difetti in Windows: prima venivano riparati, adesso no. Più passa il tempo, più il numero di porte lasciate aperte cresce. Il rischio concreto non è domani: è fra sei mesi, quando una di quelle porte finirà in un programma malevolo che gira via email o via sito.
Il momento in cui il rischio diventa serio è quando su quel computer fai home banking, PEC, dichiarazione dei redditi. Se il tuo Windows 10 serve solo a guardare video e scrivere lettere, hai più tempo di quanto pensi.
Primo passo: il tuo computer regge Windows 11?
Questa è l’unica cosa che devi sapere prima di decidere qualsiasi altra cosa, e si scopre in due minuti.
- Clicca sul pulsante Start e poi sull'ingranaggio Impostazioni.
- Vai su Aggiornamento e sicurezza, poi Windows Update.
- Se il computer è compatibile, in cima trovi scritto che Windows 11 è pronto per il tuo dispositivo, con un pulsante per scaricarlo. Se non è compatibile, di solito compare un avviso che lo dice.
- Se non compare niente di chiaro, scarica dal sito Microsoft l'app Controllo integrità PC: fa lo stesso controllo e ti dice per nome qual è il pezzo che manca.
Il motivo per cui molti computer perfettamente sani non sono compatibili ha un nome: TPM 2.0, un piccolo componente di sicurezza montato nei computer dal 2018 circa in poi. Non si può aggiungere dopo. Se il tuo portatile è del 2016, non è colpa tua e non c’è niente da sistemare.
Strada 1: aggiorna a Windows 11 (se puoi)
Se il controllo dice che si può fare, questa è la strada giusta per quasi tutti. L’aggiornamento è gratuito, i tuoi file e i tuoi programmi restano dove sono, e ci vogliono circa un’ora e mezza di cui la maggior parte senza che tu debba fare niente.
- Prima di tutto, fai una copia dei tuoi file su un disco esterno o su OneDrive. Non perché l'aggiornamento sia pericoloso, ma perché una copia recente è sempre la cosa più intelligente da avere.
- Attacca il portatile alla corrente. Non farlo a batteria.
- Impostazioni > Aggiornamento e sicurezza > Windows Update, poi Scarica e installa sotto l'avviso di Windows 11.
- Il computer si riavvia più volte. Non spegnerlo quando vedi la percentuale ferma: capita, sta lavorando.
Per dieci giorni dopo l'aggiornamento puoi tornare indietro a Windows 10 senza perdere niente: Impostazioni > Sistema > Ripristino, "Torna alla versione precedente". Se qualcosa non ti piace, hai una via d'uscita.
Strada 2: resta su Windows 10, ma con gli aggiornamenti estesi
Microsoft ha previsto un programma chiamato ESU, cioè aggiornamenti di sicurezza estesi: continui a ricevere le riparazioni di sicurezza pur restando su Windows 10. Per i privati l’iscrizione è gratuita se accedi a Windows con un account Microsoft, oppure si paga una cifra una tantum (intorno ai trenta dollari) se preferisci restare con un account locale. La copertura arriva fino a ottobre 2027.
È la strada sensata se il tuo computer non regge Windows 11 ma ti serve ancora per cose serie, e non vuoi spendere adesso. È una proroga, non una soluzione: il calendario dice che fra due anni sarai di nuovo qui.
Per iscriverti: Impostazioni > Aggiornamento e sicurezza > Windows Update. Se il tuo computer è idoneo compare un collegamento per l’iscrizione al programma, che ti guida passo passo.
Strada 3: dai al computer una seconda vita
Se il computer non regge Windows 11, lo usi per poche cose e l’idea di spendere non ti piace, esiste una terza strada di cui quasi nessuno parla: cambiare sistema operativo. Un portatile del 2015 con una distribuzione Linux leggera (Linux Mint è quella pensata per chi arriva da Windows) torna veloce, riceve aggiornamenti di sicurezza per anni e non costa niente.
Non è per tutti, ed è giusto dirlo chiaramente. Funziona bene se sul computer fai navigazione, posta, video e documenti. Non funziona se ti serve un programma specifico di Windows, per lavoro o per la contabilità: quello non ci gira.
Se il computer regge Windows 11, aggiorna e non pensarci più. Se non lo regge e ci fai cose importanti, iscriviti agli aggiornamenti estesi e prenditi due anni per decidere con calma. Se non lo regge e lo usi per poco, prova Linux Mint prima di comprare qualcosa. Comprare un computer nuovo è una scelta legittima, ma è l'ultima della lista, non la prima.
Nel frattempo, tre cose che riducono il rischio subito
Qualunque strada scegli, queste valgono da oggi. Usa un browser aggiornato, Chrome o Firefox, perché la maggior parte degli attacchi passa da lì e il browser continua a ricevere aggiornamenti anche su Windows 10. Non usare l’account con cui fai home banking come account di tutti i giorni sul computer. E tieni acceso il backup: se il peggio succede, un backup recente trasforma un disastro in una seccatura.
Se vuoi mettere in sicurezza anche il resto, il punto di partenza è creare una password che riesci a ricordare e attivare la verifica in due passaggi.